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Pastiglie freni. Conosciamole
Se si esclude il carbonio (utilizzato solamente in
MotoGp in condizioni d’asciutto), le mescole che
vengono normalmente impiegate negli impianti
frenanti motociclistici sono classificate in due
sole famiglie:ORGANICHE e SINTERIZZATE.
Non ne esistono altre, e tutte le denominazioni
tipo Kevlar, Carbonio, Semimetalliche etc. etc.
rientrano nella categoria delle ORGANICHE.
L’adozione di una mescola piuttosto che l’altra
non è assolutamente legata al tipo di utilizzo,
esistono infatti pastiglie freno di diversa tipologia
nel medesimo campo di utenza: si noti nella
tabella Brembo quanto descritto. La chimica del
materiale d’attrito è naturalmente diversa da
pro d u t t o re a pro d u t t o re, si può comunque
descrivere in linea di massima la composizione
delle due famiglie di mescole.
Materiali Sinterizzati
Sono sostanzialmente composti da polveri metalliche,
che vengono agglomerate tra loro attraverso
un processo che richiede pressioni e temperat
u re molto elevate, chiamato appunto SINTERIZZAZIONE.
La forma voluta si ottiene attraverso uno stampo e non sono presenti collanti: il processo di sinterizzazione
fa sì che l’impasto si “aggrappi” al supporto metallico (la piastrina). Inoltre, nel composto iniziale, vengono aggiunte
percentuali di lubrificanti ed abrasivi. Le polveri metalliche determinano il coefficiente d’attrito, e cioè quanto
frena la pastiglia, mentre i lubrificanti (anche se parlare di lubrificanti nelle pastiglie freno può sembrare un controsenso)
concorrono nella stabilità della frenata, consentono cioè una frenata costante e senza “strappi”. Gli abrasivi
tengono puliti i dischi, rimuovendo i normali depositi sulla fascia frenante.
Materiali Organici
Sono composti principalmente da resine leganti, metalli, lubrificanti ed abrasivi. In questo caso il coefficiente d’attrito
è generato dai metalli e dalle resine, mentre lubrificanti ed abrasivi svolgono il lavoro sopradescritto.
Riassumendo brevemente possiamo dire che le polveri metalliche (nelle sinterizzate)
e le resine leganti più gli eventuali metalli (nelle organiche) determinano in funzione
della loro natura e percentuale il grado del coefficiente d’attrito. I lubrificanti
svolgono la funzione di stabilizzatori dell’attrito mentre gli abrasivi mantengono
il disco pulito.
Caratteristiche funzionali
Le mescole sono caratterizzate da prestazioni molto diverse tra loro, che
possiamo racchiudere nella seguente suddivisione:
Efficienza (cioè quanto la pastiglia frena): viene espressa attraverso il
coefficiente d’attrito medio e la stabilità dell’attrito alle principali
grandezze che caratterizzano la frenata (velocità, decelerazione,
temperatura). Viene rilevata attraverso opportune prove al
banco e su veicolo.
Usura: è espressa come la quantità di materiale d’attrito usurato
(in mm. di spessore oppure in volume) rispetto al numero di frenate
effettuate (banco) oppure di Km. percorsi (veicolo).
Scelta della mescola
Abbiamo detto che le pastiglie hanno un loro campo d’applicazione: Racing, stradale, Off-Road, Scooter, mescole
anteriori e mescole posteriori... questo dipende dalle diversissime situazione che una pastiglia freno deve affrontare:
nel Racing si tende a privilegiare la frenata ad alte temperature, in strada occorrerà una stabilità elevata e la
capacità di frenare a freddo ed anche a temperature medie... insomma, la pastiglia ideale non esiste, la specializzazione
è un fatto necessario quindi la scelta della pastiglia è fondamentale per ottenere dall’impianto frenante il
massimo per uno specifico utilizzo.
La gamma delle mescole offerte dal mercato è molto ampia, naturalmente tiene conto del tipo di veicolo e del suo
normale utilizzo. É logico che per le supersportive questa gamma tende ad espandersi, in ragione dell’ampiezza del
tipo di utilizzo di questi veicoli: normale utilizzo stradale, sportivo oppure pista.
Le ragioni di queste scelte necessarie si possono riassumere osservando i due grafici proposti, relativi al coefficiente
d’attrito in funzione della temperatura d’esercizio: si nota che la mescola RC (organico Racing, dove 350 – 400 °C. di
temperatura d’esercizio possono essere considerati condizioni normali) possiede un coefficiente d’attrito a caldo
molto elevato, mentre le mescole stradali (come appunto è la SA sinterizzato stradale) sono progettate per funzionare
al meglio a medie/basse temperature, e precisamente attorno ai 250 °C.
Queste ultime, se utilizzate in pista e quindi sollecitate oltre
misura, produrranno l’effetto di “fading” e cioè la drastica
diminuzione del coefficiente d’attrito. In parole povere, oltre
una certa temperatura, non freneranno più sufficientemente.
Di contrasto, utilizzando mescole Racing in strada (e quindi
abbastanza a freddo), il grip non sarà così elevato e si potrà
avere la frenata un po’ lunga. Le mescole intermedie sono
naturalmente un compromesso tra queste situazioni descritte,
forniranno prestazioni buone in tutte le condizione pur non
eccellendo ai due capi estremi del range di temperatura
d’esercizio. A questo punto affermare quale delle due famiglie
di mescole sia la migliore non è proprio possibile, anche
se il mercato tende a privilegiare leggermente le sinterizzate,
ma è altrettanto vero che si può
Rodaggio
Il rodaggio delle pastiglie è importantissimo, addirittura fondamentale con alcune mescole (tipo Brembo RC). E’
buona norma pulire il disco per mezzo di carta abrasiva, naturalmente operando con delicatezza, quando si utilizzano
pastiglie in mescola diversa da quella utilizzata fino a quel punto; con questa operazione si rimuoverà il vecchio
materiale d’attrito depositato sul disco e si permetterà al nuovo di depositarsi (il cosiddetto transfer Film) che
consentirà al termine del rodaggio un’efficienza ed una durata migliori. Il rodaggio si completa effettuando una
serie di frenate leggere, riprendendo successivamente la velocità della moto per effettuare una successiva frenata,
lasciando trascorrere del tempo tra una a l’altra. Così facendo si compie il corretto ciclo termico di riscaldamento e
raffreddamento dell’impianto, ideali per il rodaggio termico e meccanico, Quest’ultimo permette alla pastiglia di
azzerare tutte le varie tolleranze e di accoppiarsi totalmente alla fascia frenante.
Il periodo di rodaggio dipende dal tipo di mescola e non è possibile stabilire un numero di frenate a priori.
Normalmente le pastiglie organiche necessitano di un rodaggio più attento rispetto alle sinterizzate. Questo perchè,
come abbiamo detto precedentemente, le resine ed i collanti dei quali le pastiglie organiche sono composte,
nel caso di rodaggio mal fatto possono essere richiamate verso la superficie della pastiglia prima che questa si stabilizzi.
Ciò comporterebbe un deposito di queste sostanze sulla superficie d’appoggio della pastiglia (vetrificazione),
che ridurrebbe drasticamente il potere frenante.
info
Tratto da Brembo Racing News di Settembre 2009